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PALA DELLA GlGlA e TORRE JOLANDA 2403 m

Costituiscono nell'insieme un torrione roccioso in corrispondenza degli ultimi spalti della base orientale del Sass del Duran. L'avvicinamento, assai comodo dal Passo Duran, e la posizione soleggiata accrescono le attrattive di questo bastione secondario, le cui pareti offrono itinerari brevi, ma eleganti, adatti all'allenamento. Pala della Gigia Parete sud est - Via Benvegnù. Primi salitori: U. Benvegnù, G. Campedel e M. Tomè il 9/7/1961. Dislivello: 200 m. Tempo: 2-2.30 ore dall'attacco. Difficoltà: IV con passaggi di V. Breve salita su buona roccia che sfrutta una serie di evidenti camini; utile qualche chiodo, nuts e friends. Si sale in direzione del costone più in basso della base del Sass del Duran, a nord della Croda Spiza (vedi gli itinerari precedenti). Per i ripidi pendii detritici a settentrione del costone suddetto ci si porta sulle roccette basali, sulla verticale calata della cima; è ben evidente la linea dei verticali camini dove si svolge l’itinerario (1.15-1.30 ore dal passo Duran). Salita: si raggiunge la cengia d’attacco lungo uno spigolo di rocce articolate e mughi (50 m ca.; III e III+). Si sale lungo il camino fin quando questo si biforca (IV) e si continua poi lungo il ramo destro superando un piccolo strapiombo (V, chiodo); dopo una trentina di metri circa (III+, IV), si arriva alla cengia mediana (90 m ca.). Si traversa quindi a sinistra per 6-7 m e si raggiunge un piccolo diedro; lo si sale (IV, un passaggio di V) fin sotto ad un tettino che si evita obliquando a destra (V-, chiodo); si prosegue lungo il camino (IV e V) sino ad una sosta in un piccolo terrazzo (50 m). Continuare lungo il camino (IV), passando sotto un grande masso (III+); si esce infine sullo spigolo e per facili rocce, in breve, alla vetta (50 m ca.). Torre Jolanda Spigolo sud ovest - Via del Topo. Primi salitori: 0. Zasso (detto "Topo" ) e G. Sorarù il 26 agosto 1953. Dislivello: 200 m. Tempo: 2 ore dall'attacco. Difficoltà: III e IV. Bella e interessante salita su buona roccia. Sufficiente la normale dotazione alpinistica. Come nell'itinerario precedente, ci si porta sulle roccette basali (1.15 ore dal passo). La via sale inizialmente per l'evidente fessura-camino che delimita a sinistra (sud) la torre, per proseguire poi lungo lo spigolo di destra. Salita: si sale facilmente sino ad una banca erbosa portandosi sotto alla marcata fessura-camino (40 m ca.; I e II). Si supera il piccolo strapiombo iniziale (IV-; ottimi appigli) e si prosegue con bella arrampicata nella fessura-camino passando sotto ad un masso incastrato (40 m; III e IV). Salire ora lungo una facile parete che porta direttamente alla cengia mediana, in prossimità di un mugo, dove si sosta (45 m ca.; III). Si prosegue lungo lo spigolo superando una paretina molto liscia (IV+) e si continua poi, più facilmente (III), sino alla sosta su un aereo terrazzino sul filo dello spigolo (25 m). Spostarsi a destra in parete e con ampie possibilità di percorso si raggiunge il terrazzo sommitale (100 m ca.; III, passaggi di IV). Variante: si sale una fessura, 20 m circa a destra dell'attacco originale, percorrendola per intero (40 m; V), poi per rocce abbastanza facili (III) si raggiunge la cengia con mugo. Discesa: per entrambi gli itinerari, si scende verso nord. Lungo una cengia evidente ci si porta sulle ampie banconate ghiaiose sottostanti. Si scende quindi a nord est e si traversa verso est sino a una forcelletta posta tra la Torre Jolanda e uno spuntone roccioso minore, a nord est della stessa. Un facile ma ripido canale porta in breve alle pendici basali costituite da ghiaie e ricoperte di mughi (ore 0.45-1).
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