CRODA PAOLA 2200 m circa

E' un evidente torrione addossato alla base meridionale, molto accidentata, del Sass del Duran, sopra un'ampia distesa prativa e i declivi solcati da lievi avvallamenti ghiaiosi. Verso sud presenta una parete adattissima all'allenamento o per impiegare una mezza giornata, anche col tempo incerto. Parete sud - Via Mädi. Primi salitori: G. Soldà e compagni, il 13/8/1959. Dislivello: 200 m. Tempo: 2 ore dall'attacco. Difficoltà: IV, IV + e un passaggio di V+. Breve salita su roccia solidissima. Utile qualche chiodo per migliorare i punti di sosta. Si segue il sentiero che dal Passo Duran porta al rif. Carestiato, fino alla radura della casera Duran e da questa si sale direttamente verso la Croda Paola (ore 1 dal passo). Salita: ai piedi dello zoccolo si attacca un canale obliquo a sinistra, formato da un roccione staccato, e lo si percorre per circa 40 m. Piegando verso destra, si passano alcuni salti verticali su roccia ottima (III) sino a raggiungere la spalla erbosa sullo spigolo sud. Dal grande ripiano si sale una fessura (IV-) e la parete grigio-nera a destra di una successiva fessura (III+), arrivando alla sosta sotto un tetto giallo (90 m ca.). Aggirare il tetto, superando da destra a sinistra la gialla parete sottostante (V+) con possibilità di sostare all'uscita (30 m). Si traversa poi facilmente sulla sinistra per 5-6 m e si sale lungo una parete nera, verticale ma con numerosi appigli solidissimi (IV e IV-); la sosta si trova sotto uno strapiombo grigio (40 m). Si evita a sinistra il grigio strapiombo e per un'altra parete sempre di ottima roccia (IV e III+) si raggiunge la cima (20 m ca.). Discesa: si scende verso ovest per facili rocce, poi in direzione sud per il camino che incide a destra la ripida parete sottostante (100 m ca.; II). A sinistra, infine, si cala nel canale di attacco (ore 0.45 ca.). torna sù Ritorna al rifugio CRODA SPlZA 2086 m Avancorpo roccioso situato a sud del Sass del Duran. La Croda Spiza si protende verso il passo omonimo, evidenziando verso est una strapiombante e repulsiva parete caratterizzata, sulla sinistra, da strapiombi e tetti ed, a destra, da un nitido grande diedro; vi salgono itinerari classici e moderni fra i più impegnativi del versante meridionale del gruppo. Parete est - Via del Gran Diedro. Primi salitori: F. e P. Bonetti e M. Bottecchia il 10/9/1967. Dislivello: 200 m. Tempo: 3-4 ore dall'attacco. Difficoltà: V+, VI, A1. Breve ma impegnativa salita su roccia buona; utili qualche chiodo e un assortimento di friends e di nuts di varie misure. Dal sentiero che dal Passo Duran porta al rif. Carestiato, in corrispondenza del culmine del colletto 1780 m, si sale per un sentiero (segni rossi) in pendenza moderata, prima nel bosco poi lungo un ghiaione, fino alla base del grande diedro che segna la via di salita (0.45-1 ora dal passo). Salita: 1) si arrampica per roccette erbose e mughi sino ai piedi del grigio diedro (20 m ca.; 1 chiodo di sosta; II e III). 2) Si percorre il diedro con bella arrampicata (V con un passaggio di V+; 1 chiodo) sino ad una buona sosta (40 m ca.; 2 chiodi di sosta). 3) Si continua lungo il diedro-fessura, ora giallo, arrivando in una nicchia sotto ad un tetto grigio (40 m ca.; chiodi di sosta; V, VI, un passaggio di VI+). 4) Si sale la spaccatura che incide il tetto (VI+ o V+/A1; 2 chiodi e 1 cuneo) e ci si ferma alla base di un giallo diedro chiuso da grandi strapiombi (20 m; chiodi di sosta). 5) Si supera il diedro (VI-) fino allo strapiombo, sotto il quale si traversa a sinistra per un tratto nero e viscido (VI o V/A1; 4 chiodi); proseguire ancora verso sinistra sino alla sosta, aerea ma buona (2 chiodi di sosta). 6) Salire direttamente, con percorso evidente e su ottima roccia, prima per una placca grigia poi per un diedro sino alla spalla sottostante alla cima (50 m ca.; IV+, V, IV e III). 7) Per facili rocce raggiungere, in obliquo verso sinistra, la vetta (15 m ca.; II e III). Parete Est - Via “del ricordo”. Primi salitori: I. Cadorin e U. Marampon il 30 settembre 1995 (dopo preparazione). Dislivello: 200 m circa. Tempo di salita: 4-6 ore. Difficoltà: dal III al V, A1 e A2. L’itinerario molto logico si svolge su buona roccia e percorre il lato sinistro della parete est della Croda Spiza superando una sequenza di 11 tetti di ampiezza variabile da 1,5 m a 5,5 m. La via è stata aperta in arrampicata artificiale su chiodi a pressione infissi a mano; la chiodatura permette la progressione in arrampicata artificiale, tuttavia diversi tratti possono essere liberati (difficoltà da attribuire). La salita è stata dedicata a F. Marchesini e P. Pozzi nel decimo anniversario della scomparsa - Cima Undici di Sagron (Feltrine) 13 ottobre 1985. La via è completamente attrezzata; normale dotazione alpinistica. Come per l’itinerario precedente fino al ghiaione che porta alla base della rocce; l’attacco dell’itinerario è posto al centro della parete, sulla destra di un evidente avancorpo con fitti mughi (ore 1 dal Passo). Salita: 1) Superare la facili rocce basali per salti rocciosi, brevi paretine e mughi (50 m; II). 2) Traversare verso sinistra per roccette e sfasciumi sino a raggiungere la base di un diedrino dove si sosta (40 m; I e II). 3) Proseguire lungo il diedro e superare successivamente due tetti sovrapposti; salire per bella parete sino alla sosta, alla base del grande tetto (40 m; III, IV, A1, A2, IV e V). 4) Superare il tetto lungo 5,5 metri e proseguire su parete strapiombante superando altri due tetti sino a sostare in corrispondenza di una stretta cengia (40 m; A2, A1 e A2). Nota: possibilità di raggiungere, traversando verso sinistra (chiodi a pressione) la forcelletta di Punta dei Gir; da questa scendere facilmente alla base della Croda Spiza. 5) Superare un tetto di 3 metri e proseguire per aperta parete; traversare verso destra per una quindicina di metri (attenzione a far scorrere bene le corde!!!) ed infine, superando un altro tetto, raggiungere il punto di sosta (45 m; A2 e A1). 6) Salire obliquamente verso sinistra su parete strapiombante sino alla sosta (20 m; A2). 7) Proseguire direttamente superando una serie di tetti (l’ultimo di 3 m ca.) sino alla comoda sosta situata poco sotto ad un’ampia spalla (25 m; A2 e A1). 8) Portarsi alla base dello spigolo sud-est della torre sommitale; lungo placche biancastre raggiungere la cresta finale e la cima (50 m; III). Discesa: si scende a nord lungo il pianoro inclinato della sommità, calandosi su facili gradoni rocciosi (breve tratto attrezzato) fino a raggiungere una piccola forcella tra grossi massi a quota 1850, sul costone orientale sotto la Croda Spiza. Dalla forcella si scende, sia sulla destra che sulla sinistra orografica, per ghiaie e brevi salti rocciosi portandosi sul sentiero seguito per raggiungere l'attacco della via; per questo si arriva al rif. Carestiato o al Passo Duran (0.45 ore ca.). torna sù Ritorna al rifugio SASS DEL DURAM 2578 m E' l'avancorpo principale roccioso, a forma di tozza piramide solcata da profondi canaloni, con cui termina verso sud est la catena della Moiazza e che domina a occidente il Passo Durán. Diretta est - Via Bonetti. Primi salitori: F. e P. Bonetti e P. Lazzarin il 27/8/1975. Dislivello: 500 m. Tempo: 4-5 ore dall'attacco. Difficoltà III, IV, IV+ e un tratto di V. Salita di stampo classico assai varia (spigolo, camino, parete); roccia buona salvo un breve tratto. Utili chiodi, nuts e friends di varie misure. Per le facili rocce che delimitano a destra il canale orientale della Croda Spiza (vedi l'itinerario precedente), si sale all'inizio dello spigolo che segna la direttrice dell'itinerario (ore 1-1.15 ore dal passo). Salita: si attacca 2 m a destra dello spigolo (mugo) e si sale per ca. 40 m (IV e IV+). Si continua dritti, appena a destra del filo dello spigolo della parete est per due tiri, fino a una cengia ai piedi di una fascia verticale (IV e III+). Si supera un corto risalto a sinistra, poi si piega a destra sino a raggiungere e passare una fessurina che porta sotto ad un tetto, da cui si esce ancora a sinistra (30 m; IV). Si procede per una sessantina di metri (II) sino alla base di due fessure parallele separate da un pilastro. Si sale lungo quella di sinistra e si tocca una terrazza sotto una fascia di roccia gialla (30 m; III e IV). Si traversa a sinistra su una stretta cengia e si arriva a una fessura diedro; la si percorre per 4 m, poi ancora a sinistra per superare una breve parete e infine obliquando a destra (roccia insicura) si giunge alla sosta su un terrazzino sovrastato da un tetto (40 m; IV e V). Lo si evita a destra e si sale per un diedro-canale obliquo di roccia rotta, che porta alla sommità di un avancorpo a lato di una banconata detritica (40 m; IV e III). Tenendosi appena sotto la cresta, si prosegue facilmente per due lunghezze e si raggiunge una nicchia sotto ad una fessura-camino. Si prosegue su rocce facili (II) per una sessantina di metri e si arriva ad una fessura-diedro sulla destra del grande camino terminale. Si continua per circa 30 m e, traversando a sinistra, si entra nel camino (III, passaggi di IV). Lungo questo, superando massi incastrati, per una lunghezza (III+) raggiungendo infine la facile cresta finale che porta alla vetta. Discesa: si scende in direzione ovest su ampie lastronate fino al canalone, spesso innevato, che si abbassa verso nord est. Lo si segue finché si apre in una conca detritica, oltre la quale si trova il sentiero per il bivacco Grisetti che, a destra, conduce al Passo Duran (1.30-2 ore).
Rifugio SAN SEBASTIANO Fam. Cordella 32010 DONT di ZOLDO ALTO - PASSO DURAN ZOLDO ALTO (BL) tel.+39.0437.62360